*** freeendorphin ***

lunedì, gennaio 24, 2005

 

La più grande scoperta della storia

 

 

Rimarrà per sempre un quesito aperto, irrisolvibile, senza una verità depositata che possa fare da arbitro e giudice.

Così come non esiste nessun teorema che possa matematicamente dimostrare  se è stato più talentuoso quel negro di pelè o quel gonfio cocainomane di maradona, così nessuno potrà mai proclamare una scoperta come la  migliore della storia senza essere smentito.

Valgono di più gli antibiotici o la scrittura? Il viagra o la pianta del papavero? Internet o il motore a scoppio? La chirurgia estetica o il vibratore?

Impossibile stabilirlo.

Però di sicuro ognuno ha una sua modesta  e personale idea. Perfino io ho un parere univoco in merito.

Per me la più grande scoperta della storia dell’uomo è un oggetto pensato nel passato e mai tanto adatto e idoneo come per il presente.

È un qualcosa che ti metti sotto al culo, ma non è la pomata per le fistole,

 è qualcosa che ha un campanello ma non è un citofono ne una mucca,

 e qualcosa che ha una catena senza essere uno schiavo,

è qualcosa che ha i raggi ma non è un carcere,

 è qualcosa che ha una canna ma non pesca ne si stona………

 è qualcosa che ti entra nel cuore quando da bambino ci compi la tua prima grande impresa contro il mondo, la sconfitta della forza di gravità senza le rotelle….è solo una questione di equilibrio, forse per questo il 95% degli uomini, appena diventa abbastanza squilibrato da ritenersi un adulto, l’abbandona in quanto simbolo di qualcosa che non funziona più, come l’innocenza di allora contaminata dalle disillusioni di ora.

Sto parlando della BICICLETTA, e mi lavo la bocca col sapone prima di pronunciare quella sequenza di lettere, sissignori la bicicletta.

E adesso ve ne spiego il mio perché:

Ditemi quale altro cazzo di strumento vi permette di andare a 25 km/h con il cuore sotto ai cento bpm, ditemelo se solo crediate che esista altro. Non lo troverete altro. Questo vuol dire che il 99% della popolazione della mia città potrebbe attraversarla da Nord a Sud, da Est ad Ovest in meno di una fottutissima ora, nei soggetti più condizionati anche in meno di trenta minuti. Non sto parlando di chi lavora guidando camion di terra o chi trasporta surgelati, sto parlando di tutti gli altri stronzi che vedo andare la mattina verso il loro buco nero, da soli in una macchina.

Sto parlando di tutti quegli stronzi col doppiomento e le tette flaccide( e anche di tutti gli altri stronzi senza) per l’eccessivo consumo di grassi idrogenati, quei maledetti incroppati che faranno fare  bancarotta al servizio sanitario nazionale perché credono che fare 20 minuti di bici al giorno sia improponibile come fare un apnea di 105 metri in assetto libero.

Siamo decadenti, meschini e ormai pronti a digerire tutto, qualsiasi abuso e sopruso. Ormai come cani con la coda tra le gambe lasciamo che pochi infami decidano per noi, come mangiare, come muoversi, come pensare, come produrre e come consumare. Tutto ci lascia indifferenti perché sembra non ci sia soluzione al lavaggio del cervello in atto da 50 anni, e intanto il mestiere più in voga è quello di vendere suonerie telefoniche e il regalo più gettonato a natale è stato il videofonino, no dico non il video citofono ma i videofonini……uomini di merda.

A tutto questo pensavo mentre in sella alla mia compagna fedele gioivo sfrecciando per le strade deserte della mia città domenica mattina, che poi tutti dicono che è un ‘indecenza e non risolve il problema, ma vuoi mettere l’orgasmo multiplo che ti fa venire la pelle d’oca mentre scivoli come una palla silenziosa su un tavolo da biliardo sgombro da indegne vetture, vuoi mettere che la benzina che stai utilizzando non viene dal sangue del medioriente ma dai nutrienti presente nel tuo cazzo di sangue e che al massimo l’effetto serra lo puoi alimentare con un paio di peti?

Vuoi mettere la sensazione di tagliare l’aria con la faccia invece di sentirsi taglieggiati  ogni volta che devi pagare le assicurazioni?

Non sono mai stato a un critical mass ma la bici la uso da quando avevo 5 anni e non ho mai trovato niente di meglio, di più illuminante.

Se vogliamo liberarci dalla merda con cui ci stanno soffocando e dalla segatura con cui vogliono farcire ciò che rimane del nostro cervello, bene dico facciamolo in sella al più grande simbolo di indipendenza e di libertà, la bicicletta.

Chi ci tiene in pugno è sicuro di conoscerci e delle nostre reazioni, sorprendiamoli e liberiamoci dalle strette spire dei nostri tutor, mandiamoli a lavorare in una ciclofficina invece che farli bere un martini in galleria dopo avere guadagnato sull’ultima transizione almeno quanto guadagna un quartiere di telefoninidipendenti in una qualsiasi periferia, anfratto di un mondo triste e dimenticato.

 

 

postato da tonipi alle 18:19 | link | commenti (6)






non so cosa voglio. di sicuro so solo cosa non voglio