*** freeendorphin ***

venerdì, maggio 28, 2004

La bella stagione

Saranno almeno 15 anni che con l'ultima domenica di marzo e il ripristino delle lancette sull'ora legale, la mia vita subisce un cambio di ritmo che la porta a guadagnarsi un posto al sole. La mattina si esce di casa come se fossero giornate normali ma in relatà non lo sono. La luce del sole stravolge la biochimica appassita da un inverno di stenti e inietta nuova linfa vitale che al confronto la benzina v-power non è niente. I miei genitori in questa stagione che dura 6 mesi sono abituati a vedermi rincasare solo dopo che il sole ha salutato la città per continuare la sua folle corsa verso ovest, per portare nuove albe in tutto il mondo oscurato da silenziose notti indecifrabili. Il mio piatto coperto giace almeno un paio di ore sul tavolo prima che io lo scoperchi scollando la tensione del vapore che si raccoglie sul lato concavo. è la normalità, come è normale stare a piedi nudi su un morbido prato osservando le meraviglie architettoniche ereditate da un passato incomprensibile ma reale. Mentre spossato da una giornata di allenamenti mi lascio andare al piacere solitario del thc, i miei occhi scivolano ed indugiano sull'edera che avvolge il castello e mi sento l'uomo migliore del mondo. Quest'anno poi la bella stagione ha conciso con il miglior periodo cittadino che mi ricordi dai tempi dell'asilo, quasi quasi mi piaceva addirittura questa città asmatica e i suoi enfisemi. Questa è la ragione per cui non mi capita neanche di accenderlo il computer, figuriamoci scrivere o girare per la blogsfera. Avrei voluto scrivere in un altro paio di occasioni ma la natura autocelebrativa dei miei recenti successi era l'unica cosa che avrei voluto postare, e siccome non mi andava di sembrare quello a cui tutto viene facile e benissimo ho deciso di tenerlo per me visto che gli ultimi post erano già abbastanza un manifesto di questo periodo, delle mie energie e capacità infinite e di quella vergognosa gioia di vivere che a tratti mi prende come se fosse un infezione inarrestabile. Adesso piano piano sto rientrando nei ranghi, non si può pensare di vivere sempre sulla cresta dell'onda, dopo un pò anche cavalcandola come un maestro questa si esaurisce, finisce e ti lascia a terra....è così che vanno le cose. E' arrivato il momento di abbandonare la dipendenza da endorfine e ingurgitare un pò di sana disillusione e di fastidio, giusto per rimettermi in acqua assetato di un'altra onda e di cercarla andandole incontro per sentire ancora i brividi sottocutanei e sapere ancora di potere dilatare i miei limiti fino a dove mai avrei immaginato.

postato da tonipi alle 08:05 | link | commenti (4)






non so cosa voglio. di sicuro so solo cosa non voglio