*** freeendorphin ***

martedì, ottobre 12, 2004

Trasgressioni

 

È inevitabile.

Prendi un bimbo, un neonato, fallo crescere e non appena sarà entrato nella fase adolescenziale, ci sarà da ridere, se ne vedranno delle belle. Se tutto è andato liscio, e il ragazzo non soffre di traumi e complessi paralizzanti, come minimo la sua capacità di esprimere le proprie tensioni e i propri desideri lo porteranno via via in uno di quei tuguri dove fanno piercing e tatuaggi, in una corsia di ospedale dove ti lavano le budella dall’alcool dell’ultimo coma etilico, in una camera di sicurezza a S. Vito dove attendono che il magistrato ti rimandi a casa coi domiciliari per un paio di banalissime panette da un etto, in una nottata a 180 bpm metamfetaminica dove il paradiso e l’inferno scopri essere lo stesso posto, semplicemente le 2 facce di una medaglia. Poi ancora, la curva di uno stadio e il piazzale antistante dove ingaggiare una partita a guardie e ladri coi celerini, una dogana d’oltralpe con gli sbirroni che ti gridano in faccia in crucco come se fossi l’ultimo degli esseri umani in una scala di valore.

Insomma, queste e tante altre sono le situazioni legate a delle forme di trasgressione adolescenziali con le quali i genitori devono vedersela.

Ora, nonostante tutto i miei genitori non hanno mai potuto sedersi e guardarmi trasgredire nella norma, mai un tatuaggio, mai un piercing o un orecchino, zero cani col cimurro o furtarelli di soldi nella cassa comunitaria per drogarsi.

Per me trasgredire equivaleva a non volere lavorare come uno schiavo, a non volere abbracciare logiche estranee dalla mia anche se su queste si fonda la realtà delle cose condivise dai più , a frequentare sempre e comunque luoghi, persone  e attività che apparentemente non avevano ne capo ne coda.

Ma anche a questo, al fatto che sono una creatura di mille mesi, anche a questo ormai i miei si sono abituati e non si sente più l’odore acre di trasgressione nell’aria.

Ma ieri quell’odore nell’aria, quella elettricità nelle vene di chi sa di averla fatta grossa e ne è compiaciuto,  mi ha pervaso appena uscito dall’estetista…..

Si proprio così, il teatro della mia ultima trasgressione è stato un negozio di 60 m quadrati dove una donna sudamericana di mezza età con labbra sensuali e un probabile effetto serra vaginale  mi ha trasformato, rendendomi un altro.

Dopo avermi pennellato l’indice con una soluzione alcolica, e dopo avermelo cosparso di un gel denso e opaco mi ha messo la mano nel forno……la stessa operazione è stata ripetuta sull’indice sinistro, quello che gli manca un pezzo di falange, quella saltata un paio di anni fa con un’ accettata di taglio (una delle mie ultime e più simpatiche trasgressioni).

Mentre tutto questo accadeva, il mio socio che prima mi ha fomentato e poi si è riveduto, discorreva piacevolmente con le signore bene di terza età su quale fosse il posto migliore nella nostra città per mangiare una pizza…..sembrava proprio una congrega di giovani froci volontari e di vecchie pellacce tirate da lifting improbabili, un’ orgia di cose senza senso e io ero la in mezzo a godere di questo clima surreale aspettando che il timer si fermasse mentre le mie unghia bioniche fumavano disperatamente nel fornetto emanando quel classico odore di pollo bruciato e aereo in fiamme sui cieli tersi.

Una limatina, una lucidatina tra gli sguardi esterrefatti delle contesse e delle shaampiste e mentre il mio socio già si scambiava il numero con un’ ottantenne fatta in gorotex, per andare a sciare insieme a S. Moritz, io completamente assente dal mondo reale rimiravo le mie nuove due zanne esattamente come un bambino guarda le due figurine che gli mancavano per completare l’album, con la consapevolezza di averle strette in mano…….

Appena fuori giunto in zona sicura le provo…….carico il disco a 1000 giri al minuto e lo aggancio con le mie nuove zanne….e che musica ne è uscita, quel rumore estatico di unghiette sul bordo, quel rumore che è l’imput per gli invasati, quel rumore che non ti puoi fermare neanche se è ormai buio,  neanche se sei sudato come un piede d’estate e tutte le ossa e le vertebre sembrano ad un passo dall’osteoporosi.

Se quindi in un futuro prossimo vi capiterà di vedere un invasato muoversi e contorcersi attorno a un pezzo di plastica rotonda da 160 grammi, sappiate che sta godendo e che per nessuna ragione si accorgerà di quello che gli accade intorno.

Avere le unghia così è come per un pistolero di avere sempre la pistola carica, basta estrarla e fare fuoco……così è per me, questa trasgressione non farà altro che peggiorare la mia scimmia e rendermi se è possibile ancora più invasato di quello che sono….tipo alzarsi nel cuore della notte perché senti la necessità di provare un turn over o un contro bordo camuffato, non hai più l’impaccio di dover scegliere se prendere l’ attack e le  unghiette e montarle o tornare a letto, no ora non più.

 

 

postato da tonipi alle 20:15 | link | commenti (6)






non so cosa voglio. di sicuro so solo cosa non voglio