La zingarata
Avere quasi trenta anni e rendersi conto di essere una via di mezzo tra Ugo Tognazzi di amici miei e un personaggio di Salvatores.
Domani dovrebbe essere uno dei giorni più importanti della mia vita da neoadulto, la scelta del settore in cui intrufolarsi, la dichiarazione di suicidio assistito. Non riesco a prenderla sul serio, la vita mi sembra un'associazione a delinquere nel momento in cui bisogna finalizzarla a scopi di lucro.il lavoro. è da un mese che ho in tasca la lista delle 15 aziende che mi schiuderanno le porte del futuro e l'ho sbirciata 2 volte. Domani mattina dovrò fare in 15 minuti di metropolitana quello che avrei dovuto fare in un mese di scrupolosa indagine polidirezionale:essere in grado di fare una scelte oculata, in concreto decidere da adulto su questioni di adulti. Non è ancora il mio turno.
E cosi mi lancio 900 Km a Nord est a cercare di liberare i 5000 cavalli del mio spirito scalpitante e soprattutto per fare finta che la mia vita vera non esista, invece esiste questa qua, dove io vado su un lago vicino al confine ungherese alla ricerca di un sogno: vivere. E ci vado armato di coraggio, consapevolezza e di un disco rotante con una carovana di zingari dell'ultima generazione.
In questa vita qua non piove, ma contro ogni previsione allarmistica il sole sfila come in passerella ed ammalia col suo calore proteggendo la carovana dalle intemperie di 4 giorni di campeggio nel cuore dell'est. Non solo, riesce a mettersi in accordo con il vento per farlo spirare docile e ammaestrabile, una gioia per i giovani amici alla ricerca di emozioni acrobatiche, brush e body roll. In questa vita qua la voglia di giocare infiamma il gruppo fino a fargli screpolare le mani. Mischia atleti, esistenze, nazioni, tradizioni e stili differenti in una indimenticabile jam session permanente.Una sorta di orgia genetica a creare un organismo.
In queta vita qua il mio socio finalmente ha capito di essere un campione e come tale si comporta, impressionante la sua completezza tecnico stilistica ed impareggiabile freddezza e determinazione. Io ci butto tutto il mio cuore grande, i miei nervi tesi pronti a esplodere e la capacita di dettare il ritmo.
In questa vita ci permettiamo di salire in pedana a petto nudo, belli come solo gli zingari sanno di esserlo. Il sole assiste, scalda e bacia il nostro capolavoro che ci proietta in finale col punteggio più alto. Si vocifera che la routine è stata così ipnotica che il cronometrista si è scordato di chiamare the last exercise. l'abbraccio liberatorio, quando ci rendiamo conto che la musica è finita e che noi abbiamo spaccato, mi scaraventa in una nuova dimensione, sono riuscito ad affermare quello che volevo esprimere.
In questa vita qua siamo così sereni che non riusciamo a gettare tutto al vento come al solito, guardiamo semplicemente scorrere ciò che deve accadere aspettando il nostro passaggio sulla scena. Dentro siamo già eccitati per quello che sarà, veloci ora tocca a noi!
In questa vita qua dove addirittura per noi esiste un ruolo da vincitori, ho capito da una bambina di 3 anni che ci ha accompaganato che abbiamo le stesse esigenze. Giocare, emozionarsi e correre liberi.
Nella vita di domani, martedì, devo fare una scelta che non sento ma che mi assicurano mi risolverà la vita. Ma io mi chiedo me la risolverà da cosa? Mi sembra di andare a scegliere tra un enciclopedia a rate di 14 volumi oppure un garelli vip 3 di 25 anni fa......non so che cazzo farmene.