*** freeendorphin ***

mercoledì, febbraio 25, 2004

Questione di orecchi...

Questione di orecchio...

Se non sbaglio una frase del genere la si poteva trovare in una vecchia canzone di Jannacci, anzi forse diceva "bisogna avere orecchio". mi è venuta in mente domenica mattina, appena alzato, dopo aver partecipato, durante la nottata, al festival dell'incubo.

La sera prima ero stato colpito da una visione agghiacciante, qualcosa che mi deve avere scioccato a tal punto da farmi vivere una notte di incubi misti.

Credo che la scena che mi ha impressionato si svolgesse nei locali interni di S.Siro dopo il derby. C'era berlusconi che improvvisava un comizio di propaganda di fronte a qualche giornalista e a parecchi curiosi....il problema non è che lui è così una merda che a forza di ripeterlo ci siamo già tutti abituati alla sua presenza al punto da accettarlo per quello che è (come si faceva coi compagni ritardati al liceo). il problema non è che  un mafioso onorario capo di una coalizione di piduisti ci stia governando nella maniera più grottesca che un paese conosca da epoche medioevali. il problema non è che tra un pò il tanto agognato benessere e la tanto decantata crescita economica ci porteranno a farci tutti le scarpe di cemento ed un tuffo nel lambro. il problema non è ,che come alla medie, il più forte e prepotente comanda e non ci puoi fare niente se no ti aspetta fuori coi suoi fratelli piduisti.

il cazzo di problema è che non si possono avere le orecchie di quell'idiota e passarla liscia.

il cameramen impietoso lo ha ripreso di fianco per almeno un minuto, niente trucco e luci per correggere.....cosa ne è venuto fuori? un paio di orecchie tipo bistecca in offerta al super.

Ma che cazzo di orecchie ha quella minchia di nano malefico? dalle mie parti, nella mia periferia, se uno così si fosse presentato in piazza sai quanti schiaffoni si sarebbe preso a gratis solo per il coraggio di ostentare quelle orecchie da esperimento impazzito?

Aprendo il blog mi ero ripromesso che non avrei mai parlato di politica ne di berlusconi, bersagli troppo scontati, essendo io un signore ho voluto evitare di sparare sulla croce rossa, tra l'altro evitando di inflazionare i miei contenuti. Quindi chiedo scusa a tutti se ne ho accennato, ma qualcuno mi vuole spiegare dove cazzo erano i teppisti e balordi di zona quando quella minchia umana di berluscone girava indisturbato per milano?possibile che nessuno gli abbia cancellato le orecchie a forza di pizze? possibile che nessuno lo abbia sottomesso come un verme? Ecco io vorrei sapere questo. ormai è troppo tardi, e come tutti i mongoloidi minorati che si rispettino berlusco, una volta ottenuto il potere, sta facendo pagare alla gente normale la colpa della loro normalità, perlomeno per quanto riguarda le orecchie. Un'ultima considerazione : se a pinocchio, quando diceva bugie, cresceva il naso, è possibile che al nano a forza di dire minchiate stiano crescendo le orecchie?

Non oso immagginarmele a fine mandato, qualcosa tipo un canotto sgonfio penzolante.....vergogna!!!!!

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sabato, febbraio 21, 2004

Tiro al bersaglio &...

Tiro al bersaglio

 

Osservandoli per ore è nato in me un sospetto che sinuoso e strisciante si è insinuato nel lato malato della mia testa. Il sospetto lievitando è diventata un’ossesione. Dovevo sapere la verità, costasse ciò che costasse, non avrei guardato in faccia nessuno. Così ho deciso, dopo avere elaborato una strategia, di passare all’azione. Complice l’imbrunire, ho sequestrato un esemplare solitario e sprovveduto. Dopo averlo segregato, incatenato e torturato per ore, l’ho fatto cantare, ho estorto la confessione a quel piccione. Ho svelato una verità.

I piccioni non cagano a caso ma si divertono, cercando di passare il tempo di un’esistenza quasi del tutto inutile, a fare il tiro al bersaglio. É un fenomeno di costume, un’abitudine radicata da decenni che coinvolge tutti gli strati sociali della società moderna dei piccioni.

Il concetto è semplice, appena ci si riunisce in un numero congruo (2, 10, 50 o 100 unità) si parte con la gara. Ogni piccione ha 5 colpi in canna, in questo caso è lecito dire in culo, e deve tentare di totalizzare il maggior numero di punti possibili per vincere la sfida. Nella comunità dei piccioni, chi riesce a fare più di 100 punti in 5 colpi è idolatrato da tutti come da noi umani si idolatrano cantanti, attori e calciatori. Provate a considerare quanto sia importante questa pratica che crea identità forti, in una società pressochè senza esempi da emulare.

 

Tabella di assegnazione del punteggio in base ai bersagli conseguiti:

 

Davanzale della cucina

Punti 12

Macchina parcheggiata

Punti 15

Macchina in movimento (parabrezza)

Punti 20

 

Statua di Garibaldi a cavallo

Punti 20 il cavallo

 

Punti 25 Garibaldi

Uomo fermo su panchina

Punti 30

Uomo in movimento

Punti40

Testa di uomo in movimento

Punti 50

2 uomini colpiti da una sola cacata in contemporanea (tipo fidanzati che si baciano)

Punti 80

 

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martedì, febbraio 17, 2004

Imbarazzo e merda. ...

Imbarazzo e merda.

 

Esistono momenti nella vita di un uomo dove l’imbarazzo assume dimensioni espanse.

Uno dei settori, dove l’imbarazzo germoglia prepotente, ha a che fare con gli escrementi e con la tipologia di deposizione di questi.

Ecco a voi alcuni esempi chiarificatori ( per essere sicuro di raggiungere il mio intento esplicativo di questo connubio):

Essere in una stanza , dove tutti i presenti stanno aspettando di disegnare il tuo corpo nudo, e tu nel tuo mini camerino, ricavato in un angolo della suddetta stanza, ti accorgi svestendoti che l’ultima scorreggia fatta brillare, prima di salire in accademia, si è trasformata in un mini evento diarroico effusivo. Questo è imbarazzante. Cagarsi addosso è imbarazzante, soprattutto quando il tuo corpo nudo e svelato, oggetto di studio e di osservazione, si presenta incrostato di merda senza alcuna possibilità di fuga.

Ed ancora, è imbarazzante pestare una merda rancida e marinata e senza accorgersene portarla dentro l’aula magna il primo giorno di lezioni all’università. Dopo 5 minuti l’odore di merda chimica dell’escremento di un cane malato si è diffuso in tutta l’aula e il 75 % dei presenti si volta verso il tuo settore tentando di capire chi è l’appestatore. Qui imbarazzo vuol dire paralisi del buon senso, e così invece di proiettarmi a razzo fuori dall’aula, ed abbandonare per sempre l’università, rimango dentro facendo il vago e dissimulando nonostante il vuoto di posti che si è creato intorno a me.

In ogni caso l’imbarazzo + devastante è quello generato dalle cacate dei pennuti.

Provate ad immaginare una folta scolaresca di bimbi in gita scolastica. Sono tutti radunati attorno alla guida che sta illustrando il significato nascosto di una qualche inutile opera qualsiasi. Nel bel mezzo dell’orazione un bussolotto organico ed affusolato, di merda aviaria, fuoriesce dal buco di culo di un piccione in volo e attraversando decine di metri di atmosfera impatta sul cranio pelato dellla guida e inizia a scivolare fino alla zona labbiale.

Esplode incontrollabile la reazione dei bambini che tra risate isteriche, grida e conati di vomito sfuggono alle regole ed al buon senso aggravando la crisi nervosa della guida ormai prossima ad esaurimento e successivamente a suicidio.

postato da tonipi alle 16:53 | link | commenti (3)



venerdì, febbraio 13, 2004

Vorrei   Vorr...

Vorrei

 

Vorrei essere così veloce da bruciare i miei tessuti per attrito contro l’atmosfera

 

Vorrei essere così veloce da rendermi invisibile agli occhi di chi vive morendo

 

Vorrei essere così veloce da non  venire mai agganciato da vincoli e oppressioni

 

Vorrei essere così veloce da sgusciare fuori da me stesso e perdere il peso della colpa

 

Vorrei essere così veloce da doppiare il globo senza neanche riuscire a pensare ad una sillaba

 

Vorrei essere così veloce da sentirmi inarrestabile ed inesauribile

 

Vorrei essere così veloce per sfuggire alla noia che piove a dirotto

 

Vorrei essere così veloce da non capire la differenza tra essere nati ed essere morti

 

Vorrei essere così veloce da dimenticare chi sono, chi sono stato e cosa sarò

 

Vorrei essere così veloce da non sentire più il suono delle parole inutili

 

Vorrei essere così veloce da non potere ricordare l’amore di una madre

 

Vorrei essere così veloce da scrollarmi di dosso l’odio e la rabbia che mi tengono in vita

 

Vorrei essere così veloce da cristallizare le lacrime appena nate sul mio volto

 

Vorrei essere così veloce da non potere mai più essere raggiunto ed affiancato

 

Vorrei essere così veloce da scomparire senza fare ricordare a nessuno che sia mai esistito

 

Vorrei essere così veloce da non ammettere la mia sconfitta

 

Vorrei .......ma non posso.

 

postato da tonipi alle 15:38 | link | commenti (6)



martedì, febbraio 10, 2004

Siamo giunti alla se...

Siamo giunti alla seconda puntata dela rubrica “Mestieri sommersi”. Lo speciale di oggi è dedicato al

 

Il Corriere intestinale:

 

Bisogna fare un distinguo: il corriere intestinale è una professione in voga sia nei paesi in via di sviluppo sia nel mondo occidentale, le doti di base devono essere le stesse ma le cause e le finalità che spingono un uomo verso questo mestiere sono completamente differenti.

Il corriere intestinale dei paesi sottosviluppati è caratterizato da una condizione di povertà pressochè totale, spesso è poco istruito ma soprattutto non scorge all’orizzonte la benchè minima possibilità di impiego remunerativo che non sia questa. Non è facile ottenere questo lavoro, il settore è in piena crisi da quando i cartelli sud americani hanno deciso di investire il 90 % dei profitti in traffici ad alto profilo dove si muovono ogni volta almeno 100 tonnellate di “merce” (in merito a questo si ricordi il recente sequestro, da parte della finanza, di una nava carica di blocchi di marmo apparentemente normali, ma ad un attento esame analitico risultati farciti della più pura polvere colombiana esistente). Esistono ancora dei cartelli che si occupano delle piccole spedizioni, tipo fare arrivare a qualche sottosegretario o ministro italiano, direttamente in parlamento, un chiletto della famigerata varietà  "perlata", sempre tanto gradita da questi impareggiabili uomini di mondo.

Ecco pronto il nostro corriere. Dopo avere vantato le proprie credenziali al boss di turno, ed avere garantito sulla riuscita dell’operazione, riceve il chiletto di polvere direttamente della riserva gold del boss, che si vuole fare amico così qualche nuovo politco occidentale, recapitandogli il dono giusto in tempo per le festività natalizie.

Se l’organizzazione è di quelle coi controcazzi, la polvere l’ha già consegnata in ovuli pronti all’uso, in caso contrario il corriere deve fabbricarsi un chilo di ovuli, e gia questa è una prima rottura di coglioni pesantissima, ve lo assicuro.

Nella fase seguente, il corriere armato di una bottiglia di acqua e di una banana, ingurgita  i 100 ovuli da 10 gr cadauno ad un ritmo gara che prevede la chiusura dell’operazione in 2h 4m 10sec, nuovo record mondiale della maratona!! A questo punto si avvia all’aereoporto di Bogotà, e fra un rutto alla banana ed uno alla cellulosa, effettua le operazioni di imbarco per il vecchio continente.

Durante il volo il malloppone, cementato dalle banane ingerite, si assesta sul fondo del intestino, nel tratto trasverso.

Dopo 14 ore di voli, scali, pratiche e rotture di coglioni varie il nostro eroe sfila di fronte ai finanzieri della dogana, una goccia di sudore si forma tra le rughe della fronte ma un pronto “niente da dichiarare” lo proietta fuori dall’aereoporto di Fiumicino. Finalmente superato il pericolo concreto di farsi 12 anni al gabbio in italia, il nostro pendolare si reca alla squallida pensione, già prenotata a suo nome dall’entourage del sottosegretario, dove finalmente concluderà la pratica.

Avete mai infilato le mani nella vostra merda da maggiorenni??avete mai rivoltato i vostro escrementi per liberare le preziose gemme? É esattamente quello che sta facendo Gutierrez (il corriere) dopo essersi gioiosamente liberato, in un secchio posto al centro della squallida stanzetta, di una cascata di diarrea semi solida tempestata di ovuli luccicanti. Dopo avere estratto i preziosi sfinghelli, lavati accuratamente fino a togliere l’odore delle feci, il nostro infaticabile crea un imbosco urbano da mutanda e si dirige verso il parlamento.

Certo, quetsa parte del piano al povero corriere ignorante pareva una cazzata, portare un chilo di coca in un posto circondato da sbirri, ma il boss era stato chiaro:

“Gutierrez, vedi di portarla personalmente nell’ufficio del ministro, pulita e profumata come te l’ho data.....porgi i miei più sentiti omaggi al ministro e non ti preoccupare che se ti beccano dentro al parlamento non succede niente, che in italia è un attimo insabbiare gli avvenimenti, poi col governo (amico) che c’è adesso fanno il cazzo che vogliono in faccia a tutti....sai loro controllano le televisioni, si ma che cazzo capisci tu di stè cose...su va e fammi fare bella figura che ti do la mancia”.

 

Nella prossima puntata di “Mestieri sommersi”, pubblicheremo lo speciale sul corriere intestinale occidentale, non perdetevelo!!!!

postato da tonipi alle 18:09 | link | commenti (8)



giovedì, febbraio 05, 2004

Figthing girls from ...

Figthing girls from suburbs

 

Il mio corpo è una fabbrica di radicali liberi. Lo è sempre stato. Che si parli della mia prima vita, dove sostanze e sperimentazione erano il mio credo e la mia chiave di lettura della realtà. Che si parli della mia seconda vita, dove sforzo e disciplina hanno sovvertito la forma ma inseguono sempre la stessa tensione.

Che sia una due giorni al tecnival o una maratona in altura, il mio metabolismo è condannato a produrre queste scorie, segno inequivocabile del passaggio di emozioni spesse e vibranti come randellate. Mentre pensavo a questo, con lo sguardo fisso sul vuoto di un parco di periferia, la realtà si faceva largo attraverso il gomitolo di emozioni sintetiche che ancora pervadevano il mio corpo: un gruppo di fighting girls mi si faceva in contro.

Schierate, ad istinto, come i Magnifici sette, queste ragazzine appena adolescenti incedevano ,compatte come un cordone di servizio d’ordine, nella mia direzione.

Parlavano, ancora visibilmente cariche di adrenalina, della rissa che avevano appena sostenuto. Una di loro zoppicava vistosamente, un’altra aveva un bel graffio in faccia modello freddy kruger.

I loro volti, appena poco più evoluti di quelli di bimbe, erano già induriti da espressioni di sfida perenne, labbra strette e occhi serrati in uno sguardo che mi colpisce come un calcio nello stomaco.

“ Così quelle puttane impareranno a farsi i cazzi loro......hai visto che calcio nella figa le ho tirato?”

risponde una gregaria  “ La prossima volta che vedo quella moretta la scasso di botte così impara a guardarmi. Si deve fare i cazzi suoi quella troia”.

La banda sfila compatta davanti alla mia postazione e le parole si perdono nell’aria e si diluiscono ogni metro in più che ci separa. Dietro di loro si trascina una coda di tensione che mi urta e mi sorprende per intensità.

Possibile che questi giovani corpi acerbi possano essere già pervasi da una tale rabbia e inclini allo scontro. Chi le ha avvelenate? Chi le sta verniciando di cattiveria? Che cosa le spinge a questa esasperata contrapposizione col mondo? Il loro mondo fatto di quartiere e televisione ponte sui sogni, e le illusioni che mai sapranno essere irrealizzabili, figlie dello stesso progetto che ha deciso di sacrificare, al libero mercato, centinaia di migliaia di esistenze mai state innocenti.

Nessuno è al sicuro dall’abbrutimento e dall’alienazione.....non ci sono più zone franche o categorie protette. Ecco a voi il tutti contro tutti, ecco a voi l’insoddisfzione di vivere senza potere avere cosa si vuole, nel caso delle ragazze combattenti è attenzioni e considerazione nel mio caso è la giustizia di vedere bruciare chi ci vuole fare vivere nell’odio confondendoci, pilotandoci  e declassandoci a bestie.

 

postato da tonipi alle 19:08 | link | commenti (3)



lunedì, febbraio 02, 2004

Riprendere il contro...

Riprendere il controllo

 

Due tre sere all’anno mi ricordo di quella parte di me, una volta egemone ma ormai esautorata dal potere, che reclama linfa per mantenersi in vita. Bisogna tutelare le minoranze e così decido di uscire dal rifugio antiatomico che mi sono costruito tutt’attorno. Lascio questa piccola frangia di me stesso al comando della rotta e mi abbandono: vedo gente, faccio cose, mi muovo. La mia gente mi attende come se sapesse da sempre che prima o poi quelli come me devono tornare. Anche solo per dimostrar loro che un’altra vita è possibile.......loro non mi capiranno mai, ma sanno che nei geni sono uno di loro e questo basta ed avanza. Stanotte sarò loro prigioniero, verrò accompagnato per mano e rassicurandomi mi condurranno dritto in mezzo al vortice non prima di avermi fatto depositare il buon senso all’entrata. È una progressione inarrestabile, il mio cervello inizia a scaldarsi cercando di veicolare le sostanze e i loro stati fisici.

C’è spazio per le cascate di liquami multicromo, che girando la manopola del riscaldamento portano il fuoco e la sicurezza nelle mie vene indurite. Che dire quando arriva il turno solido di micro chianghe del Rift? Le puoi sentire avvinghiate tra loro, emoglobina e thc, strette in una morsa di amore folle, e via su e giù per arterie e vene dove sangue dopato nutre un cervello sull’orlo dell’overtrainig. Troppe sensazioni crescono e si moltiplicano in me, ormai dimentico di come facevo a volare, nella mia struttura disciplinata che giace sconfitta rossa di vergogna.

Attenzione...riprendere il controllo...riprendere il controllo. No, non è il mio animo nobile che mi richiama all’ordine, per stasera ho giocato e ho perso. É la mia fisiologia impazzita che reclama un ripristino delle condizioni di sicurezza; ed allora mi faccio scortare nella più grande illusione occidentale....senso di onnipotenza, neurotrasmettitori che pogano e dopamina moltiplicata mi piovono addosso da una nuvola gassosa  di particellato bianco, che soffiatami  direttamente sul viso mi ricorda quanto esiguo è lo spazio che separa la realtà dal sogno.

A questo punto ottenuti i tre stati fisici della materia e avendoli miscelati sapientemente, certe cose il tuo istinto non se le scorda, sono pronto per eclissarmi ed indugiare su scoperte che spaventandomi confermano l’utilità illogica  dell’esistenza senza bussola.

postato da tonipi alle 16:50 | link | commenti (3)






non so cosa voglio. di sicuro so solo cosa non voglio